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  • Yuri Catania

TIKTOK, TIKTOK, TIKTOK…

Come nella teoria del pendolo di Foucault sembrerebbe che oggi il centro del mondo, almeno per i social media sia nella ripetizione perpetua del tempo passato da milioni e milioni di giovanissimi a guardare, interagire e produrre video sulla famigerata e controversa app. TIKTOK. Social Network Made in China che a suon di musica e balletti ha sbaragliato la concorrenza, diventando di fatto oggi il moto perpetuo e centro di intrattenimento della maggior parte dei teenager di mezzo mondo che noi consideriamo generazione Z e quasi Alpha.



Pensiero ad alta voce: nello scrivere mi chiedo se questa Z , visto i tempi che corrono e dato il dilagare del political correct ad ogni costo, si possa ancora usare senza inciampare in associazioni belliche di parte legate al conflitto Russo-Ucraino.

Altrimenti, quelli nati tra il 2000 e il 2009 dovranno trovarsi in fretta una nuova lettera generazionale.


A sua volta come il pendolo del racconto di Edgar Allan Poe questo TikTok sembra essere diventato invece l'oscillare inesorabile della lama sopra la testa di milioni di utenti influencer e strategist delle generazioni Y, i millennials (che nelle idee devo dire sono la mia generazione nonostante io sia più grandicello) e della generazione X (ahimè la mia) che non hanno ancora capito bene a cosa servono e come si usano i social network (figuriamoci TIKTOK) . Molti, tra liberi professionisti del marketing e della comunicazione, si trovano con questa patata bollente: l’app di TIKTOK da gestire perchè quasi sempre, ai vertici nella gestione del marketing di aziende, la scelta della comunicazione e il modo di farlo, diventano fondamentali per la propria sopravvivenza aziendale.


Siccome il gioco si è fatto serio e visto che ci sono in ballo miliardi di USD al punto che Markino (aka Mark Zuckerberg di Meta-Facebook) come lo chiamano gli addetti ai lavori, con il suo esercito di expert le sta provando tutte pur di non perdere fette di mercato che TIKTOK sta prendendo come il Pac-Man e dove ormai il suo Facebook sembra cavalcare verso il tramonto. Il risultato è che continua a inciampare nel cercare di rincorrere il suo avversario, che poi, per gli utenti stessi avversario non è. Sono molti quelli che hanno entrambi gli account con discreti risultati.

E’ come pensare che una macelleria e un fruttivendolo siano acerrimi nemici.

Comunque succede che nelle scorse settimane il CEO di Instagram un certo Adam Mosseri che è il tipico in giacca e cravatta Newyorkese, che da un giorno all'altro si fa vedere vestito molto casual al limite dell' hypster pur di sembrare più giovane e più guru. Ha rischiato il linciaggio mediatico perchè ha deciso con Mr Meta (abituiamoci a chiamarlo così) che Instagram deve diventare esattamente come TikTok e che quindi postare belle foto o fare delle gallery (caroselli) e scrivere dei buoni testi di accompagnamento cosa per cui è nato e ha fondato la sua community da oltre 1Mld di utenti non sarà più premiato nella crescita virale sul search anzi sarà limitato nella propria community.


Praticamente da oggi chi posta una foto sarà penalizzato dall'algoritmo che permetterà la diffusione virale prevalentemente dei contenuti video fatti con REELS di Instagram. Avete capito o bene care scimmiette?


MAKE INSTAGRAM GREAT AGAIN

Questo ha scatenato una campagna ufficiale di proteste e scontenti da parte di tutti i pro Instagram o dell’immagine e di tutti gli influencer più importanti della piattaforma "fighetta" come piace chiamarla ad alcuni perchè nonostante l'impegno e investimenti di tutti i suoi utenti, me compreso, nel postare e sponsorizzare e cercare di crescere con la propria community per promuovere il proprio lavoro ai piani alti non è più gradito perchè non fa abbastanza business per loro e quindi da oggi sotto il pendolo che avanza sopra le nostre teste si dovranno fare praticamente solo video veloci, divertenti con balletti e che non devono essere troppo stilosi anzi più grezzi e "ignoranti" saranno e più promettono che diventeranno virali. Ma se c'è TIKTOK per fare queste c…. perché dovrei fare la stessa cosa su Instagram che non è nato per questo? a questo punto se devo farlo lo faccio direttamente su TIKTOK non trovate? Oppure non faccio più niente... questo è quello che ho pensato a botta calda visto il ricatto della nostra amata piattaforma. Che dimostra che i social network non sono alla fine cosi liberi e che in fondo in fondo siamo come le scimmiette ammaestrate che una volta suonavano l'organo agli angoli delle strade per raccogliere le monetine dei passanti poi passava il padrone faceva una carezzina alla scimmietta e lui si intascava il malloppo. Voi non vi sentite cosi?



In questa situazione io personalmente ho fatto delle serie considerazioni.

Anche se a parlare di social media possiamo considerarlo un argomento non serio visto quello che sta succedendo nel mondo.

Ad ogni modo già io con TIKTOK non ho mai familiarizzato al massimo. Si ho provato una mia modalità nel pubblicare i time-lapse delle mie performance artistiche di quando dipingo sulle mie fotografie o faccio paste-up. Ad esempio il video che è andato meglio è quando ho realizzato in segno di protesta artistica il pupazzo di neve di Donald Trump.






Ma come penso, tanti come me, non posso "violentarmi" a comunicare attraverso un atteggiamento superficiale o ridicolo per ottenere una qualsiasi audience di figli adottivi.

Tutti ti dicono è la piattaforma del momento dove si fanno i numeri etc.. Ok ma poi mi chiedo a chi si rivolge questo modo di fare, ai giovani anzi ai giovanissimi che diventeranno poi nel tempo i tuoi potenziali clienti, ok.... Però io che sono diversamente giovane e sicuramente lo tutti quelli che leggeranno questo mio post che centriamo con questa forma di linguaggio e modalità di approccio se non mi appartiene?

Quando mi capita di vedere colleghi e influencers che si improvvisano TIKTOKER con balletti al limite del ridicolo o inscenano degli sketch umoristici per cercare di fare visualizzazioni mi viene da sorridere per non dire cose cattive nei loro confronti. Inoltre questo tipo di social è nato in un paese che per molti versi culturalmente è distante da noi anni luce e dove il concetto di coreografia e "balletto" etc.. ha tutto un suo trascorso e percorso storico figurate se questo lo sommate al gap di quasi 20-30 anni con le nuove generazioni di cinesi che non so più nemmeno cosa mangiano.


Quindi nonostante che l'interesse pende tutto dalla sua parte, noi che ci facciamo con questo TIKTOK e soprattutto da creatore di contenuti fotografici come dobbiamo comportarci con unInstagram che vorrebbe diventare il suo sosia?


Fatemi sapere la vostra esperienze da TIKTOKER ma sopratutto cosa ne pensate?


Come al solito vi invito ad approfondire con un po’ di articoli e post che ho trovato in rete che sicuramente sono utili alla discussione e a capire se come nel pendolo e il pozzo di Poe finiremo salvati in extremis o finiremo “a fettine" da TIKTOK e dai suoi TIKTOKER


Questo il mio account di mancato TIKTOKER

https://www.tiktok.com/@yuricatania


per saperne di più sui TIKTOK e la sfida lanciata da Instagram


https://en.wikipedia.org/wiki/TikTok


https://www.nytimes.com/2019/03/10/style/what-is-tik-tok.html


https://www.cnbc.com/2022/08/02/instagram-boss-adam-mosseri-to-relocate-to-london.html


https://influencermarketinghub.com/reels-vs-tiktok/


https://www.buzzfeednews.com/article/kelseyweekman/instagram-creators-protest-moderation-policy


https://www.vox.com/the-goods/23289301/instagram-changes-updates-protest-tiktok


https://www.searchenginejournal.com/tiktok-marketing-best-practices/437174/


https://www.tiktok.com/business/en/blog/tag/best-practices


https://embedsocial.com/blog/new-instagram-features/


https://www.popbuzz.com/internet/viral/most-viewed-video-tiktok/


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Mi trovi e possiamo incontrarci ovviamente anche nel mio studio nel metaverso
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